Reclami e conciliazione: come farsi ascoltare
Il venditore non risponde o la risposta non convince: la procedura che funziona, passo per passo, e i termini da rispettare.
Aggiornata il 6 agosto 2026
Contro un importo sbagliato o una pratica ferma esiste una strada precisa, gratuita e con tempi stabiliti dalla regolazione. Il punto è percorrerla nell'ordine giusto: saltare un passaggio fa perdere mesi.
Primo passo: il reclamo scritto al venditore
Non basta telefonare: la telefonata non lascia traccia e non fa decorrere alcun termine. Il reclamo va presentato per iscritto al venditore, che è tenuto a rispondere entro il termine fissato dalla regolazione.
Un reclamo utile contiene sempre:
- i tuoi dati e il codice POD o PDR;
- il numero e la data della bolletta contestata;
- che cosa contesti, in poche righe e senza giri di parole;
- che cosa chiedi: rettifica, rimborso, rifacimento del conteggio;
- un recapito per la risposta.
Conserva la ricevuta di invio: è la prova da cui partono i termini.
Contestare non sospende automaticamente il pagamento. Se l'importo è palesemente sbagliato si può chiedere di pagare la parte non contestata: va detto per iscritto, nello stesso reclamo, per non trovarsi segnalati come morosi mentre si aspetta la risposta.
Secondo passo: la conciliazione
Se la risposta non arriva nei termini, o arriva e non risolve, si può attivare la conciliazione presso lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente. È gratuita, si svolge a distanza e mette allo stesso tavolo te e il venditore davanti a un conciliatore.
Due cose da sapere: è quasi sempre un passaggio obbligato prima di rivolgersi al giudice, e va attivata entro i termini previsti dopo la risposta al reclamo — o dopo la sua mancanza.
Gli indennizzi automatici non si chiedono
Quando il venditore o il distributore sforano i tempi fissati dalla regolazione — per una risposta a un reclamo, per un subentro, per una riattivazione — scatta un indennizzo automatico, che deve comparire in bolletta senza che tu debba domandarlo. Se non lo vedi, è una cosa da contestare: è dovuto.
Gli errori che fanno perdere la causa
- Fermarsi alla telefonata. Senza reclamo scritto non decorre nessun termine e non esiste nessuna prova.
- Aspettare troppo. Ogni passaggio ha una finestra: superata quella, si ricomincia da capo o si perde la strada gratuita.
- Contestare tutto. Un reclamo che elenca dieci cose diverse viene gestito peggio di uno che ne contesta una sola, chiara.
- Non conservare niente. Bollette, autoletture, ricevute di invio: senza quelle è la tua parola contro la loro.
Ci racconti la situazione e ti diciamo cosa conviene fare. Se vuoi, ce ne occupiamo noi.
Lunedì-Venerdì, 9:00-19:00 · senza impegno
Domande frequenti
Come si presenta un reclamo al fornitore di luce o gas?
Per iscritto, indicando i propri dati, il codice POD o PDR, la bolletta contestata, che cosa si contesta e che cosa si chiede. La telefonata non lascia traccia e non fa decorrere i termini di risposta.
Che cosa si fa se il venditore non risponde al reclamo?
Si attiva la conciliazione presso lo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente: è gratuita, si svolge a distanza ed è di norma un passaggio obbligato prima di rivolgersi al giudice.
Devo pagare una bolletta che sto contestando?
Contestare non sospende automaticamente il pagamento. Se l'importo è palesemente errato si può chiedere per iscritto di versare solo la parte non contestata.
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