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SOS Numero Verde

Prezzo fisso o variabile: quale conviene

La differenza fra bloccare il prezzo e seguire il mercato, e come si sceglie senza indovinare il futuro.

Aggiornata il 6 agosto 2026

È la prima scelta che ti viene chiesta, e viene presentata come una scommessa sul prezzo dell'energia. In realtà è una scelta su quanto rischio vuoi avere in bolletta.

Prezzo fisso

Il prezzo dell'energia resta bloccato per tutta la durata indicata nel contratto, di solito 12 o 24 mesi. Sai quanto pagherai anche se il mercato sale — e paghi lo stesso anche se il mercato scende.

Ha senso se: vuoi una spesa prevedibile, hai un budget da rispettare, o pensi che i prezzi saliranno.

Prezzo variabile

Il prezzo segue un indice pubblico di riferimento, aggiornato mese per mese, a cui il venditore aggiunge il proprio margine. Scende quando il mercato scende, ma sale quando il mercato sale.

Ha senso se: puoi assorbire oscillazioni, e non vuoi pagare il premio che i venditori chiedono per garantirti un prezzo bloccato.

Il dettaglio che conta più della scelta

In un'offerta a prezzo variabile, la cosa da guardare non è l'indice — quello è uguale per tutti — ma lo spread, cioè quanto il venditore ci aggiunge sopra. In un'offerta a prezzo fisso, quello che conta è cosa succede alla scadenza: molti contratti, finito il periodo bloccato, passano a condizioni molto meno convenienti senza che nessuno te lo ricordi.

Segnati la data di scadenza

Il momento in cui un'offerta a prezzo fisso scade è quello in cui si pagano gli aumenti più grossi, e passa quasi sempre inosservato. Metterlo in calendario il giorno stesso della firma è il consiglio più utile di questa pagina.

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Domande frequenti

È meglio il prezzo fisso o il variabile?

Dipende da quanto rischio si vuole in bolletta: il fisso rende la spesa prevedibile ma costa un premio, il variabile segue il mercato al ribasso come al rialzo. Nel variabile conta lo spread applicato dal venditore, nel fisso conta cosa succede alla scadenza.

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